Arma letale


darospoaprincipeQuando su un campo di calcio di serie A esordisce nella squadra più forte Moise Kean Bioty, nato nell'anno 2000, capisci che il tempo ha preso una bruttissima piega.

Fai due conti e prendi subito coscienza che... Corre fottutamente il maledetto bastardo. (Il tempo, non il poro Kean, che pure ha buone gambe).

E poi... è sempre un cattivo presagio ridursi a fare i conti, ok? Occhei, occhei!


'Ora facciamo i conti!' è frase che ti auguri di non sentire mai più in vita tua: da piccoli, chi non ha preso una fracca di sberle dopo questa intimazione?

Ricordi del tempo che fu: ma come mai stanno ancora lì a occupare memoria? Pace per il poro Kean che ha la ram ancora quasi vergine data la giovine età, ma noi altri?

Meglio passare oltre, no? Occhei, occhei!

darospoaprincipeRicordiamo che sei costretto a far di conto quando le tue entrate non ti permettono di spendere in assoluto relax. Far di conto = tirare la cinghia (no, no, non c'è bisogno di allertare il telefono azzurro: non è per pestare a sangue un figlio, ok? Occhei, occhei!).

Ma che ne può sapere il poro Kean: lui a sedici anni è già in grado di mantenere in maniera più che dignitosa la sua famiglia di origine.

E allora il Kakebo non è certo il regalo più adatto per festeggiare il suo esordio nella Juve maggiore.

Cos'è il Kakebo? Davvero in questi tempi di crisi così consolidata, c'è ancora qualcuno che non ha fatto ricorso alle sacre discipline zen per fronteggiare le asperità della vita?

Occhei, occhei: ve lo spiego. Il Kakebo è un sistema di registrazione contabile su un taccuino, che si prefigge di applicare per l'appunto la filosofia zen all'economia domestica.

In piena era digitale, i Giapponesi si procurano alla simbolica cifra di circa 10,00 euro questo simpatico 'Libro dei conti di casa' grazie al quale, con la sola azione di trascrivere le spese e i guadagni entro schemi preordinati, si raggiunge la capacità di assicurarsi un risparmio medio stimato nell'ordine del 35%.

Per i Giapponesi è uno strumento che favorisce la tranquillità dell'anima e libera le energie mentali? Occhei, occhei: ma evidentemente sono problemi che non riguardano la sfera di un ricco sedicenne votato a tirar calci a un pallone.

darospoaprincipeCosa c'entra tutto questo col titolo del post? Kean non capirebbe: troppo giovane per ricordare la splendida interpretazione di Joe Pesci in Arma Letale 2, diretto da Richard Donner nel 1989: 'Occhei, occhei!' è la battuta che ripete a mo' di mantra per tutto il film.

Joe Pesci interpretava Leo Getz, un contabile della mafia finito sotto protezione: lui costituisce la macchietta divertente del film. E non ricorreva al kakebo per il suo lavoro. E non giocava neppure a pallone, in finale.

Martin Riggs (un esaltatissimo Mel Gibson) era soggetto con cui risultava ben difficile fare i conti e, pur prendendo a calci i suoi nemici, il kakebo non gli sarebbe stato un granché d'aiuto.

Il film si dipana tra inseguimenti e colpi di scena, ferimenti e ammazzamenti; tutto condito da una grande ironia di fondo. I cattivi sono i soliti nazistoidi razzisti (ops! Kean è non esattamente ariano...).

A quel tempo le sceneggiature vantavano un'impronta rigorosamente manichea: il bene e il male erano rigidamente definiti e separati. Oggi è tutto più fluido: Kean si troverebbe probabilmente in forte imbarazzo davanti a tanta tenerezza.

darospoaprincipeMa forse, a questo punto, è opportuno più che mai pensare a un bel cofanetto dei quattro episodi di Arma Letale da regalare al buon Kean: come si può crescere in maniera armonica senza conoscere simili capolavori?

Le serie TV (il telefilm che vede Damon Wayans nei panni di Roger Murtaugh e Clayne Crawford in quelli di Martin Riggs) non è la stessa cosa!


Voi mi dovreste conoscere, signori, ho una pessima reputazione, qualche volta ho degli eccessi di follia come adesso - Martin Riggs

Leo: Come faccio ad essere sicuro che sei della polizia?
Riggs: Dopo che ti ho sparato, fai esaminare il proiettile.



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