Genius - il film



darospoaprincipePartire da dr. Strange e ritrovarsi a Genius... Un segno del destino?

Il parterre di attori lascia intendere che si tratti di una scelta di spessore.

Il titolo, inutile nasconderlo, affascina anche le menti più deboli.

I Martoniani esultano: finalmente un film senza effetti speciali. 



E in realtà non è manco vero: l'effetto speciale, qui, è dato dalla vita vera.

darospoaprincipeSiamo infatti al cospetto dell'autobiografia di un genio: un biopic, prodotto dalla Desert Wolf Production.

William Maxwell Evarts 'Max' Perkins (un buon Colin Firth) è l'editor principale della casa editrice Scribner's Son e ha già dato il proprio contributo alla scoperta di scrittori del calibro di Francis Scott Fitzgerald (un sofferente Guy Pierce) ed Ernest Hemingway (l'impressionante copia di Dominic West). 

darospoaprincipeIl 2 gennaio 1929 (anno della Grande Depressione culminata nel 29 agosto) avviene il primo incontro con Thomas Clayton Wolfe, un Jude Law senza infamia e senza lode, penna esuberante e poetica che funse poi da ispirazione per Kerouac e tutta la Beat Generation (da non confondersi col Tom Wolfe de Il Falò delle vanità).

Perkins legge tutto d'un fiato il suo manoscritto di un migliaio di pagine intitolato 'O Loste matura la convinzione di trovarsi davanti a un Autore coi controfiocchi (all'inizio del '29 non si pensava ancora in modo triviale!).

Chi non è rimasto sempre solo e prigioniero? - Thom Wolfe

'O Lost' passò sotto le sue abili cure e divenne noto al mondo col nome di Angelo, guarda il passato. Un'opera che valse a Wolfe l'appellativo di 'Genius'.

Sarebbe mai nato il mito del Genius senza l'abile lavoro di quel fantastico editor? Che, ricordiamolo, lavorava pure senza tablet! Tagliare, indirizzare, titolare, aiutare a mettere a fuoco: un editor è l'angelo custode dello scrittore.

Il mio unico scopo è di consegnare buoni libri ai lettori - Max Perkins

C'è un motivo per cui l'italia (in crisi come gli usa nel '29) non riesce a sfornare scrittori del calibro dei mostri sacri passati sotto la protezione di Perkins? Davvero New York è l'unico sfondo possibile al sorgere dei sogni? E Roma?

La lingua, certo, è un limite: l'inglese, naturalmente, abbraccia mezzo mondo. Ma la spiegazione non risulta appagante: ci sono tanti validissimi traduttori, no?

È forse necessario l'amore malato per una donna fedifraga e ricca come Aline Bernstein (interpretata da un'ingessatissima Nicole Kidman che ha evitato il filler alla fronte per apparire espressiva almeno lì)? Non credo: il bel paese è zeppo di psicolabili innamorati che scrivono.

E allora la spiegazione va cercata altrove. In italia, in nessun settore, viene più adoperato il merito come discrimine: quanti Thom Wolfe avranno fatto annegare nel mare magno delle centinaia di pubblicazioni mensili i nostrani stampatori (definirli editori, oggettivamente, risulterebbe un insulto alla lingua italiana)?

Prima di Perkins, 'O Lost' era stato rifiutato da tutti gli editori d'America: il libro, come anche il buon Max rilevò immediatamente, era incredibilmente lungo, verboso, ridondante, eccessivamente lirico per poter costituire un romanzo valido. L'editor è un demiurgo;  un Michelangelo davanti al blocco di marmo.

Dio: grazie per non avergli fatto incontrare Tolstoj! Avremmo avuto Guerra e... Basta - Thom Wolfe

La selezione, nel mondo, ha sempre funzionato. Fin da Darwin. In italia si è invece preferito bloccare ogni forma di evoluzione: la linea piatta trionfa su tutto. La livella tutto segna. 

darospoaprincipeIn italia si pubblica gente come roberto saviano... In italia si distribuisce gente come roberto saviano. Sono questi i libri che il sistema italia porta all'attenzione dell'incolto pubblico, evidentemente tenuto volontariamente ben lontano dal gusto per la lettura.

Ai bei tempi, invece... Il burbero beone Hemingway (E il sole sorge ancora). Il sensibile e introverso Scott Fitzgerald (Il Grande Gatsby). Il folle Wolfe... Tre stili completamente differenti. Tre giganti della letteratura mondiale moderna. Tre geni.

E dietro di loro un uomo che ha sacrificato la famiglia (una moglie e quattro figlie) per il proprio lavoro. 

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Un uomo che ha aiutato anche economicamente Fitzgerald nel suo momento più buio.

Un uomo che ha condiviso la pesca con Hemingway, dedito a quelle parole scurrili e a quei dialoghi zeppi di oscenità, necessariamente falcidiati dall'opera dell'abile Max.

Un uomo che ha dedicato ben due anni di vita alla revisione del secondo libro di Wolfe (Il fiume e il tempo)
.

Il buon editor sa costruire un rapporto a 360° con lo scrittore.

E allora, forse, alla fine di questo film ben girato da Michael Grandage (pluripremiato regista teatrale inglese), e sceneggiato da John Logan (già emerso nell’episodio della saga di Bond, Skyfall), una domanda sorge spontanea nella capa dei Martoniani: siamo davvero sicuri che il genio del titolo faccia proprio riferimento a Thom Wolfe e non piuttosto a Max Perkins?

Un'unica sicurezza, comunque,  ci resta dentro mentre usciamo dalla sala: questo è il film che ogni scrittore ed ogni editore italiano dovrebbero guardareCoglierebbero finalmente al meglio la mediocrità del mondo in cui si sono infognati e nel quale, invece di depurare, grufolano compiaciuti.


Commenti

  1. Nicole Kidman che ha evitato il filler alla fronte per apparire espressiva almeno lì [ ... ] Non credo: il bel paese è zeppo di psicolabili innamorati che scrivono.

    Doppia verità !
    E non solo.

    ===

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    Risposte
    1. Il tempo scorre per tutti, ma alcuni sanno impiegarlo veramente male!

      La Kidman e gli psicolesi sono bei promoter di questa imbarazzante deriva.

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