Democrazia e voto


darospoaprincipeViviamo momenti particolari.

Nico Rosberg annuncia il ritiro dopo aver vinto il suo primo titolo mondiale di Formula 1 (qui).

Donald Trump (antidemocratico) parla con la leader di Taiwan (qui) attirandosi gli starli della Cina e della democratica amministrazione Obama.

La Chapecoense (squadra miracolo del calcio brasiliano) muore in un terribile incidente aereo (qui).

Insomma, mentre il mondo prosegue nel suo accidentato cammino, i vari Saverio Fallopponi de noantri (il personaggio interpretato da Aroldo Tieri nel film 'Gli Onorevoli', qui) si sono esibiti come scimmiette ammaestrate per chiedere il voto a favore della propria posizione (ortogonale...): l'eccezionalità del momento dovrebbe tutti renderci felici (il voto è sinonimo di democrazia, no?), e invece...



darospoaprincipe
Vota Antonio, Vota Antonio!

Totò faceva ridere col suo celebre slogan urlato per le vie del quartiere.

Renzi ha provato ad emularlo con effetti tutt'altro che assimilabili in quanto a risa.

L'idea di non partecipare a questa consultazione referendaria mantiene in vita le stesse motivazioni valide in effetti per ogni occasione di voto (qui).

Ai tempi del film girato da Sergio Corbucci, si era ancora convinti di poter incidere col proprio voto sulla vita del Paese (ancora con la lettera maiuscola!): poi di maiuscolo, è rimasto solo il senso di frustrazione.

Oggi sappiamo bene che le decisioni non vengono affatto prese dal governo nazionale: abbiamo scaricato la ns. responsabilità decisionale sulle spalle dell'oligarchia europea. Ma si può ancora tornare indietro.

Ai singoli governi nazionali, ormai, è solo demandato il compito di imbonire il popolo: in questo, oggettivamente, renzi ha dimostrato di saperci fare.

Mentre Saverio era il comunista duro e puro che sparava ad alzo zero contro gli ammerigani per potersi ingraziare il proprio ottuso elettorato, renzi spara ad alzo zero contro l'unione europea che tutti ci vessa (da qui i proclami sulla rinegoziazione del limite del deficit).

Ma come il buon Saverio prendeva soldi sottobanco dagli stati uniti, così renzi propone (all'insegna della coerenza, qui) una riforma della costituzione tesa a blindare l'adesione alla Ue nella stessa Carta: da quel momento sarà arduo assai tornare indietro.

Sono infatti concretamente presenti diversi aspetti di rilievo sulla partecipazione del nostro paese all’unione europea, aspetti regolati in particolare dagli articoli 55, 70, 80, 117 e 120.

Il novellato dell'art. 55 prevede che il nuovo senato (non più elettivo) operi in concorrenza con uffici a loro volta non elettivi dell'unione europea per legiferare ed uniformare il diritto nazionale e quello europeo. Viene poi affermata in Costituzione la maggior rilevanza dei Trattati dell’unione europea rispetto agli altri trattati internazionali.

Al potere sostitutivo delle norme ue a quelle nazionali specifico di cui all’art. 120, il nuovo art.117 affianca poi una nuova generale 'clausola di supremazia', secondo cui, su richiesta del Governo, la legge dello Stato può sostituirsi alle Regioni anche nelle materie di loro competenza, quando lo richieda la tutela dell’unità giuridica o economica della Repubblica, ovvero la tutela dell’interesse nazionale, definito dalla partecipazione ai trattati ue.

Viene così creata una categoria di leggi rafforzate, che risultano innalzate a un rango 'semicostituzionale', data l’impossibilità che leggi successive possano abrogarle tacitamente. Fra queste leggi, il nuovo art. 70 include anche la 'legge che stabilisce le norme generali, le forme e i termini della partecipazione dell’italia alla formazione e all'attuazione della normativa e delle politiche dell’unione europea'.

Purtroppo renzi & co. non hanno nulla della dirittura morale di Antonio La Trippa, che decise di fare un passo indietro, rinunciando alla poltrona, quando prese coscienza che volevano fregare il popolo: personaggi alla Nico Rosberg costituiscono figure mitologiche in ogni ambito, specie nella politica contemporanea.

In buona sostanza, al di là del fumo negli occhi alzato ad arte da TUTTI i contendenti (qui), la riforma costituzionale prevede nella pratica la dismissione della sovranità nazionale, recuperabile, successivamente, solo a mezzo di colpo di stato.

darospoparincipeNessun risparmio, dunque. Nessuna governabilità garantita.

Solo una più esasperata sudditanza: la lunga mano dei poteri forti tutti ci prende (qui). Beh... Beh.. Beeeee!

Vincerà il 'SI'? I poteri forti avranno vinto.

Vincerà il 'NO'? I poteri forti daranno avvio ad un nuovo governo tecnico.

A noi, comunque vada, non resterà che continuare a belare.


Uno schiavo che non ha coscienza di essere schiavo e che non fa nulla per liberarsi, è veramente uno schiavo. Ma uno schiavo che ha coscienza di essere schiavo e che lotta per liberarsi già non è più schiavo, ma uomo libero - Vladimir Il'ič Ul'janov (Lenin)



Commenti

  1. Come [ commentato sul mio ], serbo la speranza di un'alzata di testa.

    { ti ho linkato nel mio post }.

    ===

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    Risposte
    1. Letto.
      Apprezzato.
      Ma... Non sono affatto così ottimista, anche alla luce del reincarico e della fiducia sulla manovra di Bilancio che non verrà manco letta da alcuno.

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