Florence - il film


darospoaprincipeCosa offre il periodo di Natale a parte le pantagrueliche mangiate?

Notoriamente giochi a carte e noia post prandiale.

E dunque la passione per il cinema può diventare risorsa da non sottovalutare: dopo aver rassettato cucina e sala da pranzo, Florence può forse costituire una buona compagnia per il prosieguo della vacanza?


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La risposta è affermativa: i martoniani esprimono giubilo per la scelta.

Meryl Streep (Florence) e Hugh Grant (St. Clair) sono sinonimo di garanzia, no? Attori che non si vergognano delle proprie rughe e che confidano esclusivamente nella propria arte non si trovano certo dietro l'angolo. Di più: è una storia vera, un biopic! (Questo, non chiedetemi perché, è sempre considerato un plus nella valutazione di un film). Ed è una storia d'amore e di passione. Ed è anche una storia sul sogno.

È appunto la storia di 
Florence Foster Jenkins, riconosciuta mecenate newyorkese (amica di Arturo Toscanini) con velleità da melomane e anello al pollice sinistro.

New York è sempre lo scenario prediletto dalle favole ammerigane moderne. Imprescindibile per ogni buon plot. Una volta associato il brutto e sporco nazismo, una sceneggiatura come quella scritta da Nicholas Martin trova ancora più facilmente il produttore pronto ad aprire i cordoni della borsa: la propaganda Dem non conosce soste!


La musica è un baluardo per tutti quei giovani che stanno al fronte - Florence

Amore senza sesso e senza figli può davvero esistere? A giudicare dalla Storia, sembra proprio di sì: chi può contestare infatti il puro sentimento che si respira tra Florence e il devoto marito St. Clair, tanto premurosamente dedito alla cura di lei?

Dimenticavo: è anche una storia sulla menzogna. Il marito nasconde le brutture del mondo alla moglie malata e la coccola, la protegge. Ma le impedisce così di prendere coscienza della realtà. La conserva in un mondo ovattato. Finché non si distrae e tutto il lavoro di anni finisce nello scarico della cruda vita quotidiana. Mentire per proteggere...

Florence sogna di cantare alla Carnegie Hall (oltre tremila posti a sedere) e prenota la sala. 


Se Churchill fosse stato tanto rinunciatario, Hitler ora abbaierebbe da Buckingam Palace! - Florence a  St. Clair Bayfield

Realizza il suo sogno: sala gremita. Ma è una cantante talmente terribile che tutti finiscono col prendersi gioco di lei. E lei, già malata, ne morrà.

E muore tra le braccia del devoto marito, comprendendo il flato che lo ha spinto nel tempo a mentire per preservarne il candore e la manifesta fragilità. La donna che sa essere riconoscente è persona senz'altro degna di ricevere l'amore più puro.

Una nota sbagliata si perdona; il canto senza passione, no. Forse possono dire che non so cantare, ma nessuno potrà mai dire che non ho cantato - Florence

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I sogni, nell'amore e con la tenacia, si realizzano sempre: il mito del sogno americano è perfettamente descritto in questo film, bello nelle inquadrature del regista Stephen Frears e nei costumi di Consolata Boyle; magnificamente interpretato da un'imbolsita Streep e da un sempre puntuale Grant, nonché dal bravo caratterista Simon Helberg nei panni del pianista Cosme Mc Moon che accompagna Florence in ogni sua performance: una bella esplosione sul grande schermo, dopo Big Bang Theory.

Chi non è armato da forte spirito anti yankee finisce pure per apprezzarne storia e morale sottesa.

A tutti gli altri... consiglio Rogue One (qui).

Commenti

  1. Notoriamente giochi a carte e noia post prandiale.

    Ho trovato qualcosa di meglio dei giochi di carte, ne scriverò sul mio blog.

    ===

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