Rogue One: A Star Wars Story


Spin off o spina nel fianco?

darospoaprincipeGli attori prescelti un minimo di preoccupazione la nutrono: gli sguardi di Alan Tudyk (K2-So), Felicity Jones (Jyn Erso), Forest Withaker (Saw Gerrera) sono eloquenti.

Ma alla Disney sanno lavorare bene.

Acquistata la Lucas Film nel 2012, son partiti un po' da lontano colla rianimazione: hanno subito partorito la serie televisiva animata Star Wars Rebels e il videogame Star Wars: Battlefront in modo da poter attrarre i ragazzini e tirar su così i nuovi adepti. 

Sugli adulti (Martoniani inclusi), mai nessun dubbio: la gran parte è religiosamente devota alla saga di Guerre Stellari. A prescindere.

Anche se...


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Gli sceneggiatori sono sempre i soliti argentini dodicenni che hanno martoriato l'ultimo episodio partorito dalla Lucas Film (il settimo della saga in ordine temporale, primo della trilogia che doveva essere antecedente all'originale trilogia, ma ch'è stato realizzato dopo la seconda)?, si chiedono tremebondi i Martoniani. Gira ancora tutto di nuovo intorno alla Morte Nera? Sbadiglia pure Lei, a 'sto punto, no? Con un occhio mezzo chiuso e l'altro mezzo aperto, per di più.

E vanno capiti, i poveri Martoniani: quello fu uno degli spettacoli più imbarazzanti realizzati, annoverato solo per sfregio nella settima arte (qui). Il rischio spoiler era fattivamente assente: anche lui s'era volutamente dato alla macchia onde evitare ogni forma di compromissione con quella roba.

Siamo dentro: indietro non si torna. E anche qui: bando agli spoiler!

Che la Forza sia con te: l'esortazione iniziale non depone certo a favore del film. Ma restiamo seduti. Abbiamo scelto la proiezione in lingua originale: mal che vada avremo almeno rinfrescato la lingua della perfida Albione.

darospoaprincipeLa prima scena è un chiaro rimando a 'Quella casa nella prateria' ma anche al primo Star Wars, quello in cui il giovane Luke Skywalker era ancora all'oscuro di tutto, pur essendo nell'intimo un partigiano della luce.

Proprio come allora, anche qui è previsto che la nostra eroina cresca, come d'obbligo, senza genitori (qui): maledetti prevedibilissimi sceneggiatori argentini! Sarà mica il caso di uscire?, domandano rispettosi i Martoniani. Sia mai detto: ho pagato, resto fino alla fine. Entriamo anche noi nella Resistenza. E resistiamo ('La Forza è con me ed io sono tutt'uno con la Forza!).

E ci dice bene: la ritroviamo anni dopo cazzutissima e gnocca, rapita dalle truppe imperiali. I Martoniani rumoreggiano, e non perché hanno mangiato fagioli: w gli ormoni che fanno festa quando scorgono le sue tumide labbra e i suoi fianchi ben definiti!

Congratulazioni, sei stata salvata: non opporre resistenza, ora - K2 a Jyn

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L'incontro con Ricky le cambia la vita: è evidente a tutti come Diego Luna (capitano Cassian Andor) non sia altri che Ricky Memphis dimagrito ed emigrato. La sua voce strascicata lo tradisce. E così pure il suo sex appeal da pesce lesso.

Le Ribellioni si fondano sulla speranza - Cap. Cassian Andor

L'avventure de Gnocca & Ricky prendono finalmente quota: una copia smagrita del Millennium Falcon li conduce infatti dal defunto pianeta Jedha (patria dei Maestri Jedi) fin nella base dei silenti ribelli guidati da Mon Mothma (Genevieve O'Reilly), una donna.

Prima Gnocca, poi Mon... Donne di potere, dunque. Chiedersi il perché di questa deriva potrebbe apparire un'offesa al femminismo, per cui preferisco risparmiare il relativo punto di domanda (qui).

Non sono abituata a quelli che restano quando si mette male - Jyn a Cassian

Ma torniamo a Ricky, personaggio intorno al quale gravita l'intera vicenda: la buona sceneggiatura di Chris Weitz (preso al posto del dodicenne argentino) e la valida regia di Gareth Edwards, riescono a mascherare la pochezza interpretativa del poro Capitano, unica nota dolente dell'intero film.

La storia regge infatti molto bene fino alla fine: ogni dettaglio è curato sia dal punto di vista delle connessioni con l'intera saga, sia dal punto di vista delle immagini .

L'ironia di K2, insieme a quella del pilota disertore Bodhi Rook (Riz Ahmed), risultano un bel collante narrativo, ma mai sopra le righe. 

Di più. La Marvel usa il cameo di Stan Lee? Weitz usa quello di R2-D2 e C3-PO. Spielberg fa trucidare i soldati ammerigani che sbarcano in Normandia? Weitz fa falcidiare dai ribelli le truppe che escono dalla base sul pianeta Eadu. Jason Statham secca una banda di balordi a mani nude? Weitz sfrutta la mirabile tecnica di Donnie Ien (il cieco maestro jedi Chirrut Imwe) per fargli sconfiggere all'arma bianca una centuria di truppe d'assalto dell'Impero. Ethan Hunt vola aggrappato a un grattacielo sospeso nel vuoto? Weitz fa lanciare senza rete Gnocca all'interno di una torre. 
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Non vi sono più jedi, qui: solo pazzi e sognatori come questo cieco -  Baze Malbus (Jiang Ven), indicando Chirrut

In un periodo di vessazioni come quello che stiamo vivendo, il messaggio di questo film appare addirittura fragoroso: le idee sopravvivono alle persone e, soprattutto, le persone si cementano attorno alle idee.

Combattere per la libertà è l'unica via per evitare la schiavitù (qui).

Salva la ribellione, salva il sognoSaw Gerrera

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