Assassin's Creed - film



Abbiamo visto che i film tratti dai fumetti macinano milioni di euro al botteghino.
darospoaprincipe
Abbiamo visto che i grandi attori richiamano milioni di persone in sala.

Abbiamo visto film di ogni risma negli ultimi anni.

Abbiamo visto anche che al fondo non c'è mai fine.

Abbiamo visto Assassin's Creed, tratto dal famosissimo videogioco della Ubisoft.

Abbiamo visto che evitare spoiler aiuta a rimanere in salute.


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Il tentativo di condurre un Martoniano a vedere un lungometraggio del genere è miseramente fallito: Marion Cotillard nei troppi panni della dottoressa Sophia Rikkin non offre abbastanza appeal; e la presenza di Jeremy Irons nei panni del villain dr. Alan Rikkin non garantisce motivo sufficiente a pagare il prezzo del biglietto.

Sulle Martoniane, invece, il discorso cambia. Se prendi un grande attore, lo scegli per di più tra i sex symbol acclarati (Michael Fassbender nei succinti panni di Callum Lynch / Aguilar), e gli fai girare qualche scena a torso nudo... il gioco è fatto! L'altra metà del cielo piomberà nelle sale come un'aquila sulla preda.

Puntare sugli smanettoni che hanno reso mitico il videogioco sarebbe folle quanto inutile: non verserebbero mai un euro per vedere un film al cinema. Tantomeno questo. Tolti sia i Martoniani che gli smanettoni, dunque, non resta che pescare tra stupidi e donne.

Niente è reale, tutto è lecito.

Ma forse qui si è esagerato un zinzino.

L'incontro tra Torso e Troppo Vestita è la scintilla che dà fuoco alle polveri (umide, con tutta evidenza).

Torso sta per morire e Troppo Vestita lo salva e lo conduce presso i suoi laboratori segretissimi della Abstergo Industries costruiti, come da rinomata abitudine, su di un posto inaccessibile. Cosa c'è oltre la morte? I ricordi di una vita. Di molte vite.

E così Torso entra in Animus, una sorta di Matrix post-litteram, per ritrovare lentamente se stesso. Con combattimenti meno accurati di quelli prodotti per Neo, certo. Con approccio filosofico commisurato all'epoca attuale, d'accordo. Ma... ecco... Vabbé, proseguiamo.
È il lavoro di tutta la mia vita - comunica Troppo Vestita a Torso
È la mia vita - replica Torso a Troppo Vestita.
E siccome lo spettatore che ha pagato per vedere un film come questo si merita di essere punito fin dall'inizio, non lo si invoglia nemmeno per un momento a fare una ricerca: il trio lescano della Sceneggiatura dispone subito la soluzione nella bocca dei Rikkin. Sia mai che sviluppare anche solo un elemento narrativo arrechi poi danni irreparabili all'ipotalamo degli spettatori.

Tolta ogni forma di indagine, che pure costituisce elemento fondante del gioco della Ubisoft, la trama è presto detta: Torso corre e salta sui tetti di una cittadina. Uccide templari. Prende armi. Corre e salta. Torso risulta in pratica la tonta rivisitazione in salsa omicida di Lara Croft in Tomb Rider. Ma lei era indubbiamente più gnocca. 

Inoltre gli sceneggiatori di Tomb Rider s'erano pure spremuti un minimo, tanto da non ridursi alla mera trasposizione nuda e cruda del videogioco sul grande schermo: se Bill CollageAdam Cooper e Michael Lesslie hanno preso dei soldi per questo stracoperto lungometraggio... beh, la disoccupazione nel mondo non può costituire più spauracchio per alcuno.

darospoaprincipeCosì, mentre le Martoniane osservano imbalsamate lo schermo in attesa dei mitologici pettorali di Fassbender (qui), e noi riflettiamo seriamente  sulla possibilità di inviare un curriculum ai produttori di questa reductio ad cinema, Torso corre a cavallo, salta su una carrozza in corsa, prende delle armi, uccide molti templari, corre e salta.

Torso rientra quindi nel nostro tempo, nella fortezza-laboratorio della Abstergo Industries giusto in tempo per le illuminanti scene finali, quelle dove gli sceneggiatori decidono di dare un forte scossone alla trama: il licenziamento della maglietta di Torso è scena commovente che finisce col toccare delicatamente le corde degli spettatori più sensibili.

Ora, finalmente, Torso è libero di correre, saltare, prendere le armi, uccidere i guardiani della Abstergo, correre e saltare.

Camminiamo nell'oscurità per servire la luce


L'ossimoro, si sa, acchiappa sempre e fa sangue. E l'abile regista Justin Kurzel (che aveva già diretto la coppia Cotillard - Fassbender in Macbeth) si sofferma ieraticamente sui muscoli di Torso imperlati di sudore: anche i feromoni in sala corrono, saltano, uccidono, corrono e saltano.

E pure la fine è presto detta: il Male perde, il Bene vince.

La penultima scena lascia chiaramente intendere che qualcuno ha preso in seria considerazione la possibilità di girarne un seguito. Al fondo non c'è mai fine, ma se volete proprio ritentare, ricordatevi che io scrivo, anche sceneggiature, se serve.

L'ultima scena rappresenta invece un inno al politically correct tanto imbarazzante da sembrare l'inizio di una barzelletta: c'erano una volta un ariano, un negro e una musa gialla...

Quando gli altri si piegano alla morale o alla legge, ricorda...Tutto è lecito

Lecito sarebbe imprecare, dopo la visione di uno spettacolo simile, caro Aguilar! 
darospoaprincipe



Le nostre vite non contano niente: ciò che conta è solo ciò che ci lasciamo indietro.

E l'idea di aver lasciato quasi due ore di vita ad un simile spettacolo ti porta senz'altro a valutare il mitico 'balzo della fede', anche senza necessariamente atterrare come un eroe della Marvel.

A meno che non lo si voglia intendere come un incitamento alla rivolta contro il sistema oscurantista imperante: è questo l'unico messaggio rintracciabile in questa accozzaglia di immagini disposte in sequenza senza alcuna logica narrativa sottesa.

E dunque: a quando con le armi in piazza?


Commenti

  1. Ma forse qui si è esagerato un zinzino.

    Eh.
    Mi sa che HAI esagerato, sì.

    Con combattimenti meno accurati di quelli prodotti per Neo, certo.

    E ...
    per fortuna ! Il primo Matrix è un capolavoro, il sequel è nauseante siccome zeppo di interminabili combattimenti e della moltiplicazione dell'avatar nemico.

    Torso risulta in pratica la tonta rivisitazione in salsa omicida di Lara Croft in Tomb Rider. Ma lei era indubbiamente più gnocca.

    Ma quella svaporata di Angelina Jolie ... se l'è poi fatta espiantare, la gnokka ?

    E l'abile regista Justin Kurzel (che aveva già diretto la coppia Cotillard - Fassbender in Macbeth) [ ... ].

    Uhm ...
    questo parallelo ( e la non casuale reiterazione della coppia di attori ) è interessante.

    E pure la fine è presto detta: il Male perde, il Bene vince.

    Nooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooo !
    E chi l'avrebbe mai detto ?

    anche senza necessariamente atterrare come un eroe della Marvel.

    O anche come la protagonista di Mirror's Edge, per stare in tema di videogiochi.

    E dunque: a quando con le armi in piazza?

    Oppalà.

    ...

    Prima, però, inchiniamoci all'ALDE e chiediamo a loro il permesso, eh.

    :)

    ===

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