Collateral beauty - film


Amore, Tempo e Morte collegano ogni singolo umano sulla Terra - Howard Inlet
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Sono queste tre astrazioni i perni su cui si gioca l'intera esistenza dell'Uomo.

Sono queste tre astrazioni ad interagire nel quotidiano colorando le vite di ciascuno.

Sono queste tre astrazioni a generare il karma, l'effetto domino al quale soggiaciamo sin dal primo vagito.

I Martoniani sono tirati dentro: 'sto film va visto!



Il regista David Frankel (già Il diavolo veste Prada) e lo sceneggiatore Allan Loeb (stretto collaboratore di Shyamalan) si sono rimboccati le maniche per costruire un articolato film sull'effetto domino.

È difficile parlare di questa produzione evitando ogni forma di spoiler ma, lo prometto, ci riuscirò: sarebbe sciocco anticipare qualche sorpresa appositamente confezionata per lo spettatore.
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Howard Inlet (un intenso Will Smith) è un pubblicitario di successo, ammirato e benvoluto da colleghi e clienti.

L'effetto domino viene messo in moto nel momento in cui perde la figlia di 6 anni: non sappiamo come, ma lentamente ci ritroviamo catapultati nel buco nero in cui la sua vita viene inghiottita.

È stato provato che la morte di un figlio (razionalmente contro natura) induce il cervello umano a difendere l'intero sistema spegnendo completamente una sua parte: niente più impulsi elettrici. Nulla.

È oggettivamente impossibile immaginare qualcosa di più terribile. Per tutto siamo sempre bravissimi a trovare una spiegazione. Per quasi tutto.

La storia prevede la disamina del fallimentare rapporto tra genitori e figli: sono loro a determinare lo sviluppo della vita sociale. Della vita tout court. Sono loro il futuro.

Nel caso di Howard è stata la prematura scomparsa dell'amata figlia a comprometterlo. 

darospoaprincipeViene poi affrescata la storia di Claire (una puntuale Kate Winslet), una donna in carriera che ormai sente rintoccare a morto la campana del proprio orologio biologico: un rapporto che mai nascerà, dunque.

Si passa quindi alla vicenda del povero Whit Yardsham (un Edward Norton che forse non si libererà mai dall'impronta affibbiata alla sua recitazione dal personaggio di Tyler Durden in Fight Club), un uomo divorziato incapace di competere con la forza economica del nuovo compagno della moglie, il quale assorbe quindi agevolmente le attenzioni della figlia preadolescente: un rapporto monco, dunque.

Quando ho preso per la prima volta mia figlia in braccio non ho provato amore: ero amore - Whit Yardsham

Questa è la differenza che ogni persona dovrebbe cogliere in ogni relazione: essere innamorati è cosa ben diversa da sentirsi amore. Nel primo caso esiste e persiste una fastidiosa sensazione di egoismo.

La forte presenza di apparecchi Apple inquadrati in ogni dove ha consentito alla produzione la scritturazione di un cast davvero importante, ancorché inutile, perché prostrato davanti alla potenza dell'intera vicenda.

Sono presenti infatti anche una simpaticissima Helen Mirren (nei panni dell'attrice Brigitte) ed una sempre lagnosa Keira Knightley nei panni della giovane Aimee Moore.

darospoaprincipeDavvero si pensava di ambientare un film a New York non buttandoci dentro manco una gnocca? Vabbé che è finita l'era obama ed è cominciata l'era Trump, però... 

Ed è così che si concede la parte  della psicologa Madeleine alla splendida Naomie Harris.

Eros e Thanatos, allora? No: solo Thanatos.

La storia, pur con qualche buco narrativo, procede spedita fino alla fine tra colpi di scena più o meno insospettabili e drammi comunque ben trasferiti sullo spettatore, anche sfruttando la costruzione un pochino teatrale di tutto l'impianto narrativo.

Ricordiamoci che le tesserine del domino, da inizio film, continuano a cadere incessantemente: tutti giù per terra?

Per certi versi, sì: le parche continuano incessanti a tessere la loro tela.
Niente è davvero morto se lo si guarda nel modo giusto - Brigitte

Il vero insegnamento di questo film è perciò contenuto nel titolo: l'importante, nell'affrontare le vicissitudini della vita, è imparare a cogliere la bellezza collaterale.
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Alla fine dei conti non possiamo affatto affermare che questo sia un film sulla morte. Tutt'altro: possiamo anzi confermare che si tratta proprio di un inno alla vita, un inno che induce ad apprezzarne ogni sfumatura, a dispetto delle sciagure che pure precipitano sul cammino di ciascuno. E il cerchio si chiude.

È un film che andrebbe proiettato nelle scuole per aiutare le nuove leve a cogliere il valore di ogni singolo momento della vita che ci è data in dono. Esistono modi più semplici per sentirsi vivi? Non credo.

E se non piangi alla fine di questo film, beh... sei già morto e non te ne sei ancora accorto.