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Cosa abbiamo visto nei 12 mesi appena conclusi? La risposta generale è quiMa non possiamo dimenticare che ogni anno ha le sue misere peculiarità: ed è su queste che interviene il Grande Produttore.

Dallo scorso primo gennaio a oggi, infatti, svariate sono state le stelle spente dal Grande Sceneggiatore: Carrie Fisher (Star Wars), George Michael (Star people), Prince (Star, fish & coffee), David Bowie (Starman)... tutta gente che era sopravvissuta all'anno precedente, in fin dei conti. 

Ma se tante sono state le morti illustri, troppi sono ancora i sopravvissuti sui quali continua a indugiare la macchina da presa guidata dal Grande Regista.

Su cosa s'è soffermata dunque La Sacra Trinità della Settima Arte nei dodici mesi passati?


darospoaprincipe
Mormora, il popolo, che
viaggino sempre in coppia 
In primis non poteva certo essere sottaciuta l'azione del valoroso presidente obama. Nobel per la pace, mica pizza e fichi! È il turno di Donald Trump: magari gli usa diverranno meno spocchiosi, a 'sto punto.

Il Grande Regista ha voluto poi rimarcare una volta di più come sia diventato impossibile costituire un governo italiano privo di alfanoIl piano sequenza non mente mai: vice-presidente del consiglio con Letta nel 2013, ministro dell'interno con renzi nel 2014 e ministro degli esteri col dolce gentiloni (Gentilini produce biscotti, n.d.a.) sull'imbrunir del 2016. Le stelle, possiamo dirlo senza paura di essere smentiti, non brillano più sulla Terra: polvere di biscotti, al più. E i biscotti, si sa, finiscono in letame. Dalle stelle alle stalle, in pratica. 

Il 2016, in realtà, ha però incoronato in Terra il Movimento 5 StelleIl 2017 avrà l'onere d'inchiodarlo sulla croce? Non credo: al Grande Sceneggiatore serve ancoraLasciamo perdere che l'unione 😂 europea (fa ridere alla sola pronuncia del nome, eh?) non vuol proprio sentir parlare di elezioni politiche, però Torino con Appendino e Roma con Raggi sono il chiaro segno del totale disimpegno dei partiti tradizionali. 

Beppe Grillo tutti ci ha messo in guardia in questi ultimi giorni: Giovanni Pitruzzella, il potentissimo presidente dell'Autorità garante della concorrenza e del mercato dal 2011 (in italia non esistono più oligarchie né posizioni dominanti, che si sappia!), ha spiegato al Financial Times che occorre un'altra Authority per salvaguardare la veridicità delle notizie date sul web. Siamo già al ritorno del Minculpop?
darospoaprincipe
Come non dare ragione allora all'abile ministro del lavoro giuliano poletti quando propone l'estero come unica via di salvezza (quando il gatto scappa... i topi affondano)? Parole che prendono vita nel solco tracciato da mario monti e elsa fornero. Parole pesanti. Parole che gettano nella fossa ogni speranza. Parole che uccidono. Parole che dovrebbero far riflettere. 

Ma il popolo ha tanto altro a cui pensare, no? Lamentarsi sistematicamente del lunedì, per esempio; o del lavoro. E fortuna che da monti in poi hanno cominciato a risolverlo alla radice il problema del lavoro! E fortuna che i numerosi suicidi hanno considerevolmente ridotto le lamentele sul primo giorno della settimana. A tutto c'è rimedio. E le solitudini registrate nell'ultimo dell'anno non potranno far altro che incrementare i dati della statistica. 

Ma tutto ciò non basta. Il Grande Produttore deve avere dell'altro in mente: il disegno superiore appare sempre più nitido.

La patria storia recente è praticamente ricalcata sulla trama del film di Robert Redford, Leoni per agnelli (Lions for lambs). Lì si parlava della connivenza attiva e passiva di tutto il sistema americano con la decisione di guerreggiare in Afghanistan: la Casa Bianca è colpevole, il sistema giornalistico è colpevole e perfino un qualunque studente americano dal carattere brillante, che paradossalmente rappresenta il nuovo, si rivela essere in fin dei conti contiguo al sistema. Appunto leoni, aitanti ed illusi, che vanno a morire in guerra comandati dagli agnelli in cattedra a Washington.

Qui siamo alla moltitudine di pecoroni che si sente leone solo al di là della tastiera e che continua incessantemente e consumare energie e diottrie su youporn. Quale futuro? Beh... anzitutto sterile: gli scottex hanno il brutto vizio di non proliferare. E poi servile: chi mai romperà il cappio che sempre più velocemente la ue va chiudendo sulle nostre libertà? 

A nulla sarà servito stilare la nuova lista di propositi per l'anno nuovo, dunque. A nulla.


Ogni mattino, quando mi risveglio ancora sotto la cappa del cielo, sento che per me è capodanno. Perciò odio questi capodanni a scadenza fissa che fanno della vita e dello spirito umano un’azienda commerciale col suo bravo consuntivo, e il suo bilancio e il preventivo per la nuova gestione. Essi fanno perdere il senso della continuità della vita e dello spirito. Si finisce per credere sul serio che tra anno e anno ci sia una soluzione di continuità e che incominci una novella istoria, e si fanno propositi e ci si pente degli spropositi, ecc. ecc. È un torto in genere delle date. Dicono che la cronologia è l’ossatura della storia; e si può ammettere. Ma bisogna anche ammettere che ci sono quattro o cinque date fondamentali, che ogni persona per bene conserva conficcate nel cervello, che hanno giocato dei brutti tiri alla storia. Sono anch’essi capodanni. Il capodanno della storia romana, o del Medioevo, o dell’età moderna. E sono diventati così invadenti e così fossilizzanti che ci sorprendiamo noi stessi a pensare talvolta che la vita in Italia sia incominciata nel 752, e che il 1490 0 il 1492 siano come montagne che l’umanità ha valicato di colpo ritrovandosi in un nuovo mondo, entrando in una nuova vita. Così la data diventa un ingombro, un parapetto che impedisce di vedere che la storia continua a svolgersi con la stessa linea fondamentale immutata, senza bruschi arresti, come quando al cinematografo si strappa il film e si ha un intervallo di luce abbarbagliante. Perciò odio il capodanno. Voglio che ogni mattino sia per me un capodanno. Ogni giorno voglio fare i conti con me stesso, e rinnovarmi ogni giorno. Nessun giorno preventivato per il riposo. Le soste me le scelgo da me, quando mi sento ubriaco di vita intensa e voglio fare un tuffo nell’animalità per ritrarne nuovo vigore. Nessun travettismo spirituale. Ogni ora della mia vita vorrei fosse nuova, pur riallacciandosi a quelle trascorse. Nessun giorno di tripudio a rime obbligate collettive, da spartire con tutti gli estranei che non mi interessano. Perché hanno tripudiato i nonni dei nostri nonni ecc., dovremmo anche noi sentire il bisogno del tripudio. Tutto ciò stomaca. Aspetto il socialismo anche per questa ragione. Perché scaraventerà nell’immondezzaio tutte queste date che ormai non hanno più nessuna risonanza nel nostro spirito e, se ne creerà delle altre, saranno almeno le nostre, e non quelle che dobbiamo accettare senza beneficio d’inventario dai nostri sciocchissimi antenati. 
Antonio Gramsci, 1 gennaio 1916, Avanti!, edizione torinese, rubrica Sotto la Mole.

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