Il grande disastro europeo


darospoaprincipeIl titolo del post è di grande attualità: i potenti d'europa stanno ancora banchettando intorno al corpo caldo del popolo in quel di Roma, e probabilmente non hanno visto l'omonimo film del 2015 diretto da Annalisa Piras (w la Sardegna!) e coprodotto da Bill Emmott, ex direttore dell'Economist. 

Bill Emmott critico verso la Ue? Damasco è città visitata da molti, ma non dal nostro Bill: lui, ora direttore della London Library, continua a far parte dell'elite non toccata dai disastri realizzati da parlamento e commissione europea. Le nubi le vedono solo per i poveri.

Per lui, dunque, nessuna conversione: deflagrata la ue, si tornerebbe alle guerre nazionaliste.



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Oggi, proprio come spettatori di un film, assistiamo alla festa inscenata a Roma dai 27 per ricordare la firma dei famosi trattati del 1957. 60 anni... Non sarebbe ora di mandarla in pensione questa ue? E no: la riforma Fornero ha allungato i tempi per tutti. Parlamentari esclusi (qui).

La città è stata militarizzata con 7000 agenti in tenuta antisommossa già nei tre giorni antecedenti al mitico 25 marzo. Per paura dell'isis? Per paura dell'uomo nero? No: credo che la paura sia interamente dovuta alle potenziali reazioni del popolo. Scorte armate, pranzi sciccosi, ambienti raffinati, tenore di vita altissimo... Possono finire col dar noia a chi fa fatica a sbarcare il lunario, no? Per appagare determinate tensioni voyeuristiche, hanno già ideato telenovele come Beautiful.

darospoaprincipeVista la mala parata, onde evitare il de profundis, il Papa ha deciso di andarsene in gita fuori porta a Milano.

Stadio di S.Siro gremito di gente festante: Lui sì che sa come ingraziarsi il popolo. Il passaggio in un pubblico vespasiano, quand'anche mera opera di marketing, lo ha reso vicino all'informe massa radunatasi per rendergli omaggio (qui).

Il film della Piras è scritto bene: l'artificio dell'aereo che sorvola l'europa dissolta come unione e che non trova un aeroporto su cui atterrare è scelta stilistica di gran pregio. Affiancare un passeggero anziano (l'establishment?) a una bimba nata dopo la dissoluzione, permette allo sceneggiatore di narrare il tempo che fu, quello del sogno europeo (qui).

Sogno? La realtà che ci circonda ci porta per mano ad usare altra parola inerente al mondo onirico: incubo. A Bill, evidentemente, sfuggono i seguenti elementi.

- La guerra in Ucraina, concordata col nobel per la pace abbronzato, ha di fatto interrotto lo sbandierato periodo di pace nell'ambito dell'unione (qui). Ci hanno raccontato che rovesciare un governo democraticamente eletto costituisse passaggio fondamentale per l'allargamento dei benefici dell'unione. Bill ci credeva.

darospoaprincipe- I centri di accoglienza (lager?), come risposta a un'immigrazione controllata dalle mafie, hanno concretamente sbrindellato ogni concetto di integrazione ed accoglienza. Ci hanno raccontato che senza gli immigrati l'economia si sarebbe spenta dato che gli indigeni non volevano più assolvere a certe mansioni. Bill ci credeva.

- I fallimenti assistiti delle banche di cui si sono serviti i soliti amici, hanno definitivamente minato la fiducia del popolo nelle istituzioni economiche e finanziarie. Ci hanno raccontato che i salvataggi sono stati eseguiti per il nostro bene, ma i responsabili non hanno pagato e noi sì: il sistema usa & getta funziona anche da noi (qui)! Bill ci credeva.

- Affamare i propri membri accanendosi sui beni pubblici come è stato fatto in Grecia, lascia intendere che ci siano entità sovranazionali che stiano operando per spolpare la ue dall'interno. Invece Bill e i suoi amici ritenevano si trattasse solo di un passaggio temporaneo verso il benessere collettivo. Bill, evidentemente, non ha compreso il principio ben rappresentato nel film La fuga di Logan, del 1976 (qui).

darospoaprincipeDisoccupazione in crescita esponenziale, interi paesi affamati (qui): sono queste le conquiste della ue? Ma soprattutto: la colpa è davvero dell'Ukip di Nigel Farage? Della Lega di Matteo Salvini? Del Diem25 di Gianis Varoufakis? Io li definisco gli anticorpi del popolo, ma a Bill non piace questo elemento.

Quello stesso popolo che chiede pane oggi, e al quale i 27 promettono brioches per domani: peggio di Maria Antonietta, in fin dei conti. Ma Maria Antonietta venne fronteggiata da un popolo stanco e unito: noi siamo solo stanchi. I quattro cortei che hanno sfilato lungo le blindatissime vie della Capitale sono lì a testimoniare quanto ci sia ancora da marciare per giungere alla battaglia per la libertà. Divide et impera. A Bill è piaciuto questo elemento.

La domanda che resta in piedi, al di là di tutto, è la seguente: a chi giova protrarre l'accanimento terapeutico sulla ue? A parte al buon vecchio Bill che ne assunto la difesa come missione religiosa.

Non al popolo, con tutta evidenza.
Non alla fantomatica entità isis, dato che dalla ue s'è pure sentita appoggiata in Siria.

Non agli usa, che tanto sanno di non poter comunque confidare su un unico interlocutore.
Non alla Russia, dato che la vede solo come un avamposto della cia presso i propri confini.
Non restano che banche ed usurai vari, alla fine.

Ci credo, allora, che la festa s'è svolta all'interno del castello coi ponti levatoi tirati su e i fossati riempiti di coccodrilli affamati.

Discutere dei governi delle così dette democrazie: Inghilterra, Francia, Stati Uniti, è una semplice perdita di tempo, sino a che non si distingue tra teoria e fatto. Questi tre paesi sono controllati dagli usurai, sono usurocrazie o daneistocrazie, ed è perfettamente inutile di parlarne come se fossero controllati e governati dai loro popoli o dai delegati che rappresentano i loro popoli, o nell’interesse dei loro popoli - Ezra Pound

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