Trainspotting 2


'I sequel deludono sempre', 'Ormai mancano le idee: questa è la triste verità!'. 

darospoaprincipeProporre qualcosa a un Martoniano risulta sempre più difficile: o vai a provocarti l'orchite con progetti del tenore di Moonlight, o ti tuffi nel mondo Marvel & co. Tertium non datur.

E però Danny Boyle una chance se l'è guadagnata, secondo me: Trainspotting (letteralmente, azione del disoccupato che impiega il tempo a guardare i treni che passano) segnò un'epoca.

Era il 1996 quando uscì la trasposizione omonima del romanzo di Irvine Welsh: quanta strada abbiamo percorso da allora? Ma soprattutto: che senso ha per adolescenti, ventenni e trentenni che non hanno goduto del primo, recarsi al cinema per vedere il secondo?


darospoaprincipe
La molla potrebbe essere identica a quella che spinse il millennial ad approcciare Rogue One, della mai coperta serie Star Wars (qui): curiosità. Ma nella consapevolezza di poter comunque godere di un prodotto finito e ben fatto. Poco non è.

20 anni, lo ricordo con un pizzico di malinconia, sono tempo sufficiente a prendere coscienza del mondo, partendo direttamente dal primo evento di stampo esistenziale: la nascita. A 20 anni vedi orizzonti laddove il resto del mondo vede confini.

Porno fu romanzo che campò naturalmente di rendita sulla scia dell'incredibile successo di TrainspottingEdimburgo torna ad essere ombelico del mondo nel nostro millennio: è questo il frutto dell'atteso prosieguo? Non espressamente, se non per la scansione temporale: il film, come si dice in questi casi, è 'liberamente tratto'.

Nel primo film c'era una feroce bulimia di vivere, tendente naturalmente alla patologia: l'infanzia, l'adolescenza e la giovinezza sono le uniche fasi della vita in cui tutto è per sempre, anche gli amici sbagliati; anche le esperienze squallide (l'aggettivazione è frutto della cosiddetta 'maturità'). Facile l'immedesimazione per tutti i giovani del tempo.

Ciao Mark. Allora, che hai combinato... in questi vent'anni? - Sickboy (Jonny Lee Miller)

Nel secondo il leit motiv è dato dalla nostalgia: l'insoddisfazione nel presente conduce la mente a cercare riparo nel passato. Il primo film si era chiuso con il tradimento di tutto il bagaglio di credenze proprio dell'adolescenza, dall'amicizia alla vita priva di legacci.

Mi sei mancato, Mark - Spud (Ewen Bremner)

Sì, anche tu, Spud - Rentboy (Ewan McGregor)

darospoaprincipe50 anni... è tempo di bilanci: i 40enni di oggi, si sa, sono i 20enni di ieri (qui). A 50 anni rifletti prima di vivere, e prendi coscienza che non stai vivendo ma stai solo pensando. E punti a scappare. Da te stesso, in definitiva. E corri. Verso lo spensierato passato. Come un criceto nella ruota della leggerezza.

La bravura di Danny Boyle e di John Hodge (lo sceneggiatore) è stata quella di riuscire a dipingere le sfumature delle emozioni che finiscono col provare tutte le persone che vivono a cavallo di un cambiamento: siamo la generazione che ha portato il campo di gioco da calcio dalla strada sotto casa, alla playstation dentro casa; la generazione passata dagli incontri al bar, a quelli virtuali nei social network. La globalizzazione ha distrutto ogni forma di umanità.


Scegliete Facebook, Twitter, Instagram e sperate che da qualche parte, a qualcuno, freghi qualcosa - Renton


Il passato non torna, dunque. O sì? Il tempo cura le ferite del cuore, cantava Gaetano Curreri. Ed è vero: anche Francis Begbie, il cattivo per antonomasia (Robert Carlyle), finisce col perdonare Renton. Il primo film era cattivo, arrabbiato, audace; questo è specchio dei melliflui tempi politically correct.

darospoaprincipe
Siamo tutti drogati, in fondo. Ciascuno a proprio modo: cerchiamo tutti di vivere a mille, ma spesso finiamo coll'accontentarci di dieci. E forse è proprio questa la morale che si può trarre da questa storia: nella nostra esistenza appiattita sui principi borghesi a cui ci hanno educato a tendere, finiamo col rimpiangere i tempi nei quali la vita correva insieme a noi. La vita non si è fermata: noi sì. I Martoniani piangono sommessamente.

Il successo del libro prima e del film poi è tutto racchiuso nella voglia di evadere dalle miserie del proprio quotidiano, costruito su misura per dei criceti sulla ruota.


Siete dei tossici? Allora fatevi! Ma fatevi di qualcos'altro. Scegliete le persone che amate. Scegliete il futuro. Scegliete la vita - Renton

Commenti