I peggiori


darospoaprincipeNo. Non mi sto occupando dei politici italiani tipo 'Angelino Alfano' che ci stanno ammorbando da un ventennio a 'sta parte, come il titolo potrebbe pure lasciar intendere.

E non mi sto occupando dei contestatori di Donald Trump, personaggi che, sotto dettatura, criticano un presidente capace di incontrare i tre principali leader delle religioni monoteiste nelle sue prime uscite internazionali.

Ma non mi sto occupando nemmeno degli istinti che un attentato come quello compiuto dal libico Salman Abedi in quel di Manchester può ingenerare nell'impressionabile folla.


L'odio è sempre più forte dell'amore -  Arturo (Francesco Paolantoni)


darospoaprincipe
L'idea, in verità, era quella di convogliare martoniani e millennials su un film italiano appena uscito nella sale: I peggiori, appunto. 

È questo il titolo del lungometraggio cooprodotto dalla Warner Bros e diretto dal bravo trentunenne Vittorio Alfieri  (anche sceneggiatore e interprete nei panni di Fabrizio).

La Warner che ha puntato su Batman vs Superman (qui)? Già: proprio quella... I millennials fanno un passo indietro; i martoniani tremano. Io proseguo. Ed entro in sala. Me ne pentirò? Ai titoli di coda l'ardua sentenza.

Veniamo catapultati in una Napoli specchio dell'italia, dove il malaffare permea ogni singola azione: dai palazzinari speculatori, al caporalato di extracomunitari su italiani; dal sistema giudiziario che non funziona, all'arte di arrangiarsi dei più onesti (che si arrabbattano da precari nel mondo del lavoro). Un affresco di questo paese ferito nell'animo, dipinto con molta ironia.

Antonella Attili nei panni della donna rampante e senza scrupoli (Eva Perrot) che cita Oscar Wilde per darsi un tono, rende perfettamente lo spessore della donna in carriera.


'Sa che lei mi ricorda me quando ero ragazza?', dice Eva ad una giornalista. 'Davvero?', risponde lei luminosa. 'Sì. Solo che io facevo le domande giuste!' chiosa algida mentre se ne va.

Paolantoni nella parte dell'avvocato di grido Arturo Gasparini che, stanco di un sistema malato, s'è rifugiato nelle segrete del palazzo di giustizia come archivista, rende bene la resa al sistema.

Biagio Izzo nei panni del Commissario Natale Piervi rende bene la voglia di combattere per un mondo migliore.

darospoaprincipeLo scambio di battute tra i due nel finale apre a un mondo di speranza, in qualche modo.

Ma la speranza più forte è offerta dalla piccola Chiara, interpretata da una splendida Sara Tancredi, una bambina dai tempi comici notevoli e dall'espressività propria di una grande attrice: rende bene il futuro che sogniamo. 

'Siamo trend topic su Twitter!', gongola Chiara.'Eccola là... Abbiamo rainman con noi', replica il fratello Massimo

Soprassedendo sul sovvenzionamento Unicredit, il film vanta comunque una sua solidità narrativa. La storia regge. Il ritmo è incalzante. Gli scambi di battute, divertenti e mai banali (mentre sta portando avanti il suo addestramento, Fabrizio accusa colpi di ogni tipo e ne esce tumefatto e zoppicante, al che il fratello Massimo (Lino Guanciale) lo rimbrotta così 'Ti stai preparando per le paralimpiadi?').

Lasciate perdere i supereroi usa & getta: puntiamo sul made in italy. Puntiamo su I peggiori.

P.S. attendere la fine dei titoli di coda è un dovere morale in ogni film sui supereroi. Questo non fa eccezione.