Spiderman - Homecoming


Homecoming. Adunata? Ritorno?

darospoaprincipeL'inglese sa essere lingua affascinante: adunata di nerd ed estimatori del simpatico arrampicamuri di quartiere, quanto ritorno in auge dell'Ultimate Spiderman.

Dall'universitario Tobey McGuire a Tom Holland, un classe 1996 (21 anni!) caricato sul carrozzone dal bravo regista Jon Watts per interpretare un quasi adolescente Peter Parker ('Bimboragno!', si sente ancora l'eco da Civil War, qui).

I millennials, si sa, sono il bacino marketing da aggredire massivamente: loro parteciperanno di sicuro all'adunata. Ma... I martoniani? Che senso ha la loro presenza in loco? E comunque... Lo sapete chi vi saluta tanto?


L'Uomo Ragno!

Dato il processo di bimbizzazione del personaggio (modello Benjamin Button, qui), ci aspettiamo strafottenza a gogò. La prima battuta degna di essere memorizzata è invece questa:

La colpa fu degli indiani!
Indiani? Nativi Americani, vorrai dire...

Ohmmioddio: no! Il politicolli correct, no...

Il terrore corre sulla pellicola... Riuscirà il buon Watts ad ovviare al problema?


Tanto i ricchi e i potenti se ne fregano di gente come noi: ci lasciano solo i resti da mangiare - Avvoltoio a Peter

Si comincia con un sempre performante Michael Keaton nei panni dell'Avvoltoio. Quanto è geniale la scelta di questo attore già interprete di Birdman (qui)? Ma non è l'unica chicca del film: gli sceneggiatori Jonathan Goldstein, Francis Daley e Drew Goddard hanno fatto davvero un buon lavoro. Non filologicamente corretto, come hanno evidenziato tutti i nerd in sala, ma comunque buono.

Perché far interpretare il tipico rappresentante WASP Flash Thompson all'ispanico Tony Revolori (già magnifico interprete di Zero nel notevole Grand Hotel Budapest, qui)? Perché Peter Parker, che ha sempre amato rappresentanti WASP, qui si ritrova irretito dalla notevolissima gnocca coloured interpretata da Laura Harrier? E perché il suo migliore amico è evidentemente un obeso originario di Samoa (Jacob Batalon) anziché Larry Osborne? E perché la sociopatica Michelle (la futura MJ) è interpretata dalla colorata Zendaya Coleman

L'originaria classe ariana di Peter è stata trasformata in un politicolli correct melting pot contemporaneo: è la Propaganda a richiederlo.

Immigrazione integrata: eccolo il messaggio in grado di interessare anche tutti i martoniani del mondo. Hollywood ha sempre veicolato il pensiero meinstream coi suoi film (qui). Associando questo concetto a quello di marketing già espresso sopra, ecco sintetizzato il prodotto perfetto: giovani da educare. Gadget da vendere. Tanto Mamma Audi paga parecchio pure per questo film!


darospoaprincipe
Questo Spiderman è in assoluto il migliore di tutti gli Spiderman sfoderati fino ad oggi (qui), pur non essendo il più esaltante dal punto di vista degli effetti speciali. Vuoi per il ritmo sempre alto; vuoi per l'apporto di un sempre brillante Robert Downey Jr. nei panni di Tony Stark, che assume un pochino il ruolo di padre putativo del giovane Parker; vuoi per le interpretazioni attoriali dei vari interpreti (tra cui spiccala svampita zia May - Marisa Tomei). E svariati colpi di scena. Inattesi. Imprevedibili. Divertenti.


Non è un abbraccio: ti stavo solo aprendo la portiera: non siamo così intimi - Tony a Peter

Nessuno comunque ruba la scena a Parker: la sua ricerca del proprio posto nel mondo è il più evidente filo rosso dell'intera storia. Il rapporto col padrino Tony Stark; la voglia di emergere con un alterego, tanto fragile è la percezione del suo valore come Peter Parker; la voglia di misurarsi con i 'grandi', saltando a pie' pari la propria età. Il doppio che tutto spiega.


- Io voglio essere me stesso!
- Ma nessuno vuole te: vogliono Spiderman!
- Grazie... (dialogo tra Ned e Peter)


Se non sei niente senza il costume, non dovresti manco averlo! - Tony a Peter 


Ti dona molto questa aria Spreengsteniana da eroe operaio. - Tony a Peter 

La maturazione di Peter si tocca con mano nell'ultima scena prima dei titoli di coda, nella nuova sede degli Avengers. Dopo ce ne sono altre due: una piena di significato, l'altra divertente assai. Aspettare è un must marveliano.

Palma della scena più spettacolare spetta a quella del traghetto tagliato in due. O forse a quella girata all'interno del monumento elevato in onore di Washington, alto 169 mt e 13 cm.
Un monumento alla grandezza degli americani!, dice il prof.
Un monumento eretto da schiavi., replica MJ

Oh, noooo! ancora politicolli correct? E basta, no? Anche il più stupido ha colto il sottile messaggio subliminale riassumibile nell'aforisma 'Volemose bbene!'.


E sulla colonna sonora, nulla da dichiarare? Il fatto che brano trainante del film sia 'Hey! Ho! Let's go!' dei Ramones (qui), fa felici sia i martoniani che ripensano romanticamente ai propri fasti di gioventù, sia i millennials che hanno modo di allargare i propri orizzonti musicali al di là di Justin Bieber.

È un film che soddisfa tutti, al dunque. Un film che mi sento di consigliare, laddove ci sia la volontà di trascorrere oltre due ore di simpatico divertimento al chiuso di un cinema.