Annabelle 2: creation

Andare con un sogno a vedere un incubo? Fatto!

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Annabelle 2 è in realtà un prequel, un film che spiega allo spettatore da dove sia partita la storia del primo capitolo, evidentemente considerato monco dagli spettatori (un horror monco... rende l'idea, no?).

Annabelle era una bambola assassina, canale medianico (mediatico?) del demonio.

Come ci siamo arrivati? Lo sceneggiatore Gary Daubermann, evidente esperto mondiale di scritture horror (già Annabelle del 2014, poi It del 2017) e il bravo regista David Sandberg (esploso con la sua notevole opera prima Lights out del 2016, qui) decidono di aiutarci a capire.


Né noi, né i millennials, né i martoniani abbiamo visto il primo capitolo di questa potenziale saga, nella speranza che non si muti in sega. Comunque senza spoiler.

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In principio era una specie di Jerry Scotti di campagna, residente con moglie Esther e figlia Bee (diminutivo di Annabelle...😰) in una casa spersa nella prateria, un po' secca a causa delle alte temperature percepite: il ns. Jerry 'Samuel Mullins'ça va sans dire, si guadagna il pane come costruttore di bambole. E il pane, si sa, ormai fa male a tutti. 

La piccola Bee finisce di svolazzare un po' rachiticamente all'età di 12 anni 💥

darospoaprincipe12 anni dopo la sua morte violenta, i genitori, evidentemente angosciati, abitano ancora lì. E, non contenti, decidono di ospitare un gruppo di inquietanti orfanelle di madre superiora gnocca dotato: Stephanie Sigman (già presente nel triste Spectre, qui) vale da sola il prezzo del biglietto.

Aiutare delle ragazze era un modo per espiare la nostra colpa: invece Gli abbiamo dato proprio quello che voleva - Esther Mullins

I martoniani si chiedano come mai le giovani interpreti facciano a turno tutto quello che una persona di buon senso mai penserebbe di fare: girare sole per anfratti bui ed inesplorati... Perché? I millennials si lasciano trasportare da musiche d'atmosfera e giochi d'ombra nella via del puro horror, stile Dario Argento. Dagli anni '60 a noi, in effetti, poco è cambiato.

La piccola biondina interpretata da Talitha Bateman tra le orfanelle è figura di rimando alle bimbe poliomielitiche sulla sedia a rotelle, tipo la Clara di Heidi, per intenderci, solo un po' più dark.

darospoaprincipeI chiaroscuri, le penombre e le stanze buie aiutano da sempre a creare l'atmosfera di tensione. I cigolii, le persone storpie e quelle dall'oscuro passato sono complementi da sempre irrinunciabili. Le musiche di Benjamin Wallfisch costituiscono la classica ciliegina muffita sulla torta andata a male: horror purissimo!

La maledizione comincia con una preghiera.

Dopo che Samuel e io perdemmo nostra figlia, pregammo di rivedere la nostra bambina. E Lui volle in cambio il permesso di entrare dentro la bambola... - Esther Mullins

Risolini soffocati tra i martoniani presenti; soffusi spasmi di terrore tra i millennials: la tensione, dobbiamo ammetterlo, il film la crea e la sa tenere alta.

'Che cos'è?', chiede Suor Gnocca
'Che importa? Scappa!', risponde la più piccola tra le orfanelle.

darospoaprincipeSembra risiedere esclusivamente nella fede in Gesù ogni forma di salvezza. Credono nel film. E inesorabilmente muoiono tutti coloro che brandiscono un crocefisso. Fatta eccezione per suor Gnocca.

Siamo, in buona sostanza, ancora fermi alla millenaria lotta tra Lucifero e Gesù. Croce e sangue sullo sfondo, sfondano ogni perplessità. Evidentemente funzionano: la sala era piena per metà.

Cercare la logicità dei passaggi in simili B-movie è come ostinarsi a rintracciare la risata grassa in un film di KieslowskiTuttavia l'abile regia di Sandberg tiene costantemente alta la tensione in sala: il sogno di trascorrere quasi due ore senza addormentarsi ha perfettamente preso corpo.

Solo un avviso: non lasciatemi mai più da solo in sala ad attendere la scena posteriore ai titoli di coda. Un conto è quando si tratta di storie della Marvel; ma qui... qui siamo al cospetto di una produzione della Warner Bros, quella dell'orribile Batman vs Superman (qui), per intenderci 💩... il terrore corre in penombra, e quando ti giri... è un attimo (qui)!

La scena, comunque, c'è: restate in tanti. Fatevi compagnia. Non ripetete le stupide gesta degli interpreti dei film horror: non ci sarà You are my sunshine di Jimmie Davis (qui) a farvi da colonna sonora 📻. Solo ombre e cigolii.