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Senza limiti: storia non omologata

Forse non tutti sanno chi sia Steve Prefontaine.
Steve è stato un mezzofondista statunitense di grandissimo talento negli anni 70. Di baffi dotato.
La sua storia non poteva non essere presa in considerazione da Hollywood: ed è così che, nel 1998, Robert Towne (già sceneggiatore di Chinatown,  Greystoke - La leggenda di Tarzan, Il Socio, Mission Impossible, etc) scrive e dirige questo bel biopic, prodotto da Tom Cruise, sul sogno americano, con l'idea di fare incetta di premi. Qui, in verità, la distribuzione non fu di grandissimo aiuto, e l'unico premio racimolato è stato il Golden Globe assegnato a un Donald Sutherland come attore non protagonista nel ruolo del coach-guru. Without limits: questo il titolo.
È il 10 settembre 1972 quando Steve scrive una memorabile pagina di storia alle Olimpiadi di Monaco. Con un nome simile e la sfrontatezza dei suoi 21 anni, si presenta bello baldanzoso alla gara dei 5.000 metri. Celebre la dichiarazione pre-gara che diverrà il suo marchio: 
La …

The old guard

La vita? Non sappiamo come finisce e non lo abbiamo mai saputo. Ma possiamo controllare come la viviamo -  Andie Alla vecchia guardia composta di martoniani sarebbe subito guizzata la mente al cortometraggio del 1913, The old guard, diretto da James Young. Ai nerd, invece, la mente sarebbe schizzata di filato sul fumetto scritto da Greg Rucka nel 2017 e disegnato da Leandro Fernandez.
Agli appassiti e demotivati cinquantenni che giuocano a sentirsi giovani e ai millennial che poco conoscono della settima arte, la mente plana delicatamente sulla pubblicità del nuovo prodotto Netflix, spammata sulle tv generaliste e, a mezzo pop up e mefitici banner, sui siti internet.
Se Maometto non va al cinema, è il cinema ad andare da Maometto.
L'interesse suscitato è legittimo: l'interprete principale è quella grandissima gnocca quarantacinquenne di Charlize Theron! I millennial manco sanno che la sua carriera fu costruita a tavolino così, qui: loro non erano manco nati.
Ma non perdiamo il filo …

Chi lo veste il diavolo?

Prada, no?
Lauren Weisberger (qui) avrebbe risposto così.
Il film del 2006 è un meraviglioso manifesto del femminismo contemporaneo, con ben messi in evidenza gli aspetti mefitici del movimento degli anni 60 che hanno preso piede e mano nella società contemporanea.
La donna è l'architrave dell'intero universo: destabilizzata la figura femminile, è risultata molto più agevole la conquista del potere da parte di miseri gruppuscoli di persone furbastre che si sentono superiori al resto della popolazione (qui).
Cosa possiamo fare per rimettere la donna sul trono che le compete? Di certo non con proposte alla zan, cirinnà & co. (qui).
Indurla a comportarsi nuovamente da donna, intanto, potrebbe essere un buon inizio.
La donna moderna scatena l'animale che ha dentro per andare incontro alla grande città…  - Nigel (Stanley Tucci)
Il diavolo veste Prada è una commedia. Con punte drammatiche, certo. Ma con un lieto fine.
Per tutto il film s'è condotti per mano a odiare Miranda Prie…

Meraviglia sinistra

I bambini sono il nostro modello. Abbracciano la scoperta e la meraviglia. Apprendono in modo naturale. Queste sono qualità preziose che dovrebbero essere nutrite e stimolate per tutta la nostra vita - OLE KIRK KRISTIANSEN
Il bello dei bambini, siamo soliti dire, è nella loro costante capacità di meravigliarsi, di non dare alcunché per scontato.
Quando diventi adulto, forse per il tuo approssimarti alla morte, hai sempre meno voglia di porti in discussione e di mettere in dubbio il contesto che tanto faticosamente ti sei costruito intorno negli anni a mo' di protezione.
La felicità è conoscere e meravigliarsi - Jacques Cousteau
Io mi meraviglio ancora davanti a un'alba, come davanti a un tramonto; mi meraviglio al cospetto dell'impollinazione, come al cospetto dell'amore; mi meraviglio di fronte al miracolo della nascita, come allo sviluppo della vita.  Mi meraviglio. 
La meraviglia è l'effetto della novità sull'ignoranza - Samuel Johnson
La meraviglia... Marvel, in …

The Mask - La mascherina

Tempo di lettura: un po'.
La vita offre a tutti l'opportunità di esibirsi nel canto del cigno
L'occasione del classe '58 Charles Chuck Russell si realizzò nel 1994, pur senza giocare nel Brasile campione del mondo: diresse il film The Mask - da zero a mito, con un calzantissimo Jim Carrey nei panni dell'impacciato e timido Stanley Ipkiss.
Russel fu un visionario che portò subito a casa un grandissimo risultato: far indossare una maschera a Jim Carrey sarebbe apparso pleonastico a chiunque altro.
Erano tempi per duri, gli anni '90: tempi da maschera (ma-ma-ma-mask!). Oggi, nell'epoca del politically correct ad ogni costo, siamo più dolci, più delicati, e viviamo tempi da mascherina (demenutio capitis...).
Ipkiss indossa la sua, fatta in legno, e si trasforma immediatamente in una sorta di palpitante supereroe romantico abbigliato in zoot suit giallo.
Eri forte ragazzo, molto forte: ma finché ci sarò io tu sarai sempre il secondo! - The Mask
Noi dobbiamo indossare…

W i medici italiani!

I medici italiani sono tra i migliori al mondo, checché se ne dica.
Te ne accorgi soprattutto quando inizi a pulirti la scarpa dall'ennesima deiezione che la vita ha gentilmente voluto lasciare sul tuo cammino.
Ti alzi la mattina con strane sensazioni, non riconducibili ai naturali fenomeni idraulici che la fila di ormoni aizza fin dal risveglio: il tuo pensiero è già proiettato a quel ritiro di referto: sarà quarantena? (qui).
L'incancrenito traffico del GRA, a dispetto del mezzo lockdown ancora in essere, ti aiuta a restare focalizzato. Gli epiteti che invii alacremente alle varie divinità mentre cerchi parcheggio costituiscono futile distrazione. Finalmente puoi correre al piano -2 a prendere il tuo numeretto che ti includerà nell'ennesima fila del giorno: siamo solo numeri di un sistema irrazionale.

La luccicanza in fondo al tunnel

Stephen King sapeva scrivere divinamente. Giuseppe Conte... un po' meno. Il mattino ha l'oro in bocca - Jack
King e Conte: quando i titoli nobiliari fanno la differenza.
Quando King scrisse la storia di una famiglia in vacanza, creò un capolavoro: Shining. Conte, che sta riscrivendo le modalità di vacanza della famiglia italiana, sta creando il caos: luccicanza in fondo al tunnel... Treno che arriva o uscita verso la libertà? ''Andrà tutto bene'', diceva...                                               In realtà, forse, nella sostanza, non esistono poi manco tutte 'ste differenze: si tratta in ambo i casi di vacanza in clausura per la famiglia.
La differenza è nella forma: se dietro hai Rocco Casalino, è scontato che viene qualcosa di diverso dai desideri del popolo; altro conto, naturalmente, è affidarsi a professionisti del calibro di Stanley Kubrik, no?
Volevo dire che io le mani addosso non gliele ho mai messe, non l'ho toccato. Io quella sua dolce testol…